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“PRESENTATO IL METADIMENSIONISMO”

AD AGRIGENTO E’ NATO UN NUOVO MOVIMENTO ARTISTICO, CELEBRATO ALLA SCALA REALE DELLA PROVINCIA CON UNA CERIMONIA UFFICIALE DI PRESENTAZIONE.

quadro METADIMENSIONISMO di Salvatore MorganteL’evento, molto atteso, con cui l’associazione culturale Koinè inaugura il nuovo anno di iniziative artistiche, è stato molto seguito; notevole l’afflusso di pubblico, non solo esponenti della cultura , ma anche fotoamatori, artisti, ed anche estimatori dell’arte. Gli artisti provengono da tutta la Sicilia, e sono tanti, anche se hanno già preso contatti con altri artisti per dare vita ad un movimento sempre più grande ed imponente. Ecco i nomi degli artisti: i pittori Mario Passarello, Giada Attanasio, Pippo Cardella, Luisa Lo Verme, Dora Mirabello, Salvatore Morgante, Federica Mula, Carmelo Presti, Piero Tavormina, Nuccia Quintini, Franco Schifano, Margherita Trupiano, Gloria Vernengo; e il fotografo Francesco Novara. Dopo il saluto del presidente dell’associazione Koinè, Francesco Novara, nonchè di Giada Attanasio, è stata la volta del pittore Mario Passarello, l’ideatore del Manifesto. Con palese Emozione Passarello ha letto il manifesto, contentente le motivazioni di una pittura nuova, diversa, immediata, che va oltre le dimensioni e tocca l’anima dello spettatore, giungendo fino alla quinta dimensione. Il logo del nuovo movimento artistico è stato ideato dal noto grafico Salvatore Morgante.

Il “Metadimensionismo” (con il suddetto evento espositivo ad esso collegato) è stato presentato dal Prof. Nuccio Mula, docente universitario di Fenomenologia dell’Immagine e delle Arti contemporanee presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento, nonché scrittore, giornalista e componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte con sede a Parigi ed in seno all’Unesco. La serata è stata allietata dalle performance musicali di Massimiliano Gallo e Filippo Scibetta.

La Mostra collettiva è terminata il 22 gennaio 2015.

Nuccio MulaCOMMENTO CRITICO
del Prof. Nuccio Mula

docente universitario di Fenomenologia dell’Immagine e delle Arti contemporanee
presso l’Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento
scrittore, giornalista , componente dell’Associazione Internazionale Critici d’Arte
con sede a Parigi ed in seno all’Unesco

“E’ per me un grande onore aver contribuito alla nascita di questo nuovo Movimento artistico, inizialmente dedicato alla cultura ed alla creatività visuale in pittura ed in fotografia (come testimoniato dalla “Collettiva” di 13 pittori ed un fotografo che ha ottenuto grandissimo successo espositivo per l’alta qualità delle opere presentate) ma che, nel tempo, andrà ad aprirsi anche alle altre Arti Visive, alla Letteratura ed alla cogitazione filosofica, e che parte da Agrigento per aprirsi al mondo intero,
Come puntualmente dettagliato nel suo “Manifesto”, concepito e redatto dal Fondatore del Movimento, il Maestro Mario Passarello, il “Metadimensionismo” è volto ad approfondire ed a promuovere gli studi teorici e gli eventi espositivi, individuali e collettivi, concernenti la ricerca dentro ed oltre quella “quinta dimensione” che supera la fisicità e la visibilità delle tre relative allo spazio ed alla quarta inerente il tempo; ma, nel mio intervento, ho voluto specificare, pur dandolo per scontato assieme a Passarello ed ai Costituenti del Manifesto, che questa “quinta dimensione” , ovviamente, più che essere un traguardo sarà un ulteriore orizzonte verso altri dimensionismi da traversare e superare, nella consapevolezza che partire da un “non Inizio” porta necessariamente a una “non Fine” (come ci hanno insegnato, peraltro, gli eterni ed infiniti, ergo “non finiti” camminamenti dell’Arte orientale).

“Meta” è prefisso di mutamento, trasposizione, trasferimento, superamento, trasmutazione, trasfigurazione, metamorfosi.
“Meta”, però, è anche sostantivo indicante destinazione, fine, scopo, obiettivo, mira, intento, vittoria (un esempio: la meta nel rugby), orizzonte, traguardo, in un dinamismo solo apparentemente definito, e cioè laddove, giusta premessa, anche ogni traguardo può e deve diventare ulteriore orizzonte da perseguire e traguardare “ad libitum” (così come avviene nella citata teoria orientale del “non-iniziato” e del “non-finito”: “Quando incontri il Buddha, uccidi il Buddha” e prosegui per una nuova meta).
“Meta”, pertanto, come coscienza dell’essere e dell’apparire, della realtà e dell’illusione, in cui è l’Artista ad operare come colui o colei “che agisce”, poichè “Arte” ha etimo di “azione”, e di azione operata attraverso l’occhio (che ha etimo di “ago” e che scava, “ex-cava”, portando alla luce ciò che e’ contenuto, celato, criptato nelle diverse dimensionalità del “dinanzi, dentro ed oltre” l’apparenza (a volte fallace o mendace) del visibile fisicamente inteso e percepito dai due occhi del corpo, che devono essere adeguatamente e deuteroscopicamente supportati dall’indispensabile apporto di consapevolezza del “terzo occhio”, ma anche dalla supervisione del “quarto occhio” e dall’Illuminazione del “quinto occhio”, tuttavia anch’essa, per quanto premesso, mai definitiva “strictu sensu”.
“Meta”, quindi, come nuovo inizio dall’apparente realtà esaustiva del visibile fisico all’alchimia come ricerca, realizzazione ed espansione d’ogni vaticinio e d’ogni enigma che pulsa dinanzi, dentro ed oltre ogni apparente evidenza, e che traccia i camminamenti, i meandri e i dedali della via dello spirito, nel fornello al calor bianco, inestinguibile ed immortale, di un “àthanor” dove permane infinita la traslazione del senso di sé, cioè della tetralogia Fuoco-Fiamma-Spirito-Coscienza che ci richiama, e non certamente a caso (il caso non esiste, anche la tetralogia elementale Acqua-Aria-Terra.Fuoco intuita e rivelata dal nostro Empedocle di Akragas, sommo Filosofo ma anche supremo Teurgo e Grande Iniziato, che, di conseguenza, appare come primo ma non unico referente (nell’occidentalismo e nell’orientalismo) di questo nuovo Movimento,
Per questi ed altri motivi (che, ripeto, potranno essere visionati all’interno del Manifesto), ho piena coscienza d’affermare che il “Metadimensionismo” non è e non sarà l’ennesimo, sterile apporto di quel denominare fine a se stesso che fece scrivere a Luigi Capuana (anche e soprattutto profeticamente) il suo saggio sugli “Ismi” a quell’epoca (1898) suoi contemporanei, ma una corrente intrisa di autentiche e concrete novità sia nel teorizzare che nel ricercare e nell’esprimere; e, da critico d’arte, farò tutto il possibile per lanciarla, da subito, anche a livello internazionale, al fine di convogliarvi le adesioni più congrue e qualificate”.

salvatoremorgante

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